Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea  
Lapidi della città di Torino ai caduti per la liberazione
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Lapide N° del
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Indirizzo: via Mazzini 12 (androne)
Intestazione:
Diena David Giuseppe (02/03/1945)
Diena Paolo (11/10/1944)
fotografia della lapide in loco mappa topografica
Descrizione:
Giuseppe Diena era nato a Carmagnola, in provincia di Torino, il 16 dicembre 1883, da famiglia ebraica piemontese di forti sentimenti patriottici e nazionali. Medico, specializzato in gastroenterologia, aveva partecipato come volontario alla prima guerra mondiale. Affiliato alla storica loggia massonica torinese "Dante Alighieri", uomo di vasti interessi culturali, nel 1919 aveva sposato Elettra Bruno, appartenente ad una famiglia cattolica praticante, e si era trasferito nella casa di via Mazzini 12; dal matrimonio nacquero i due figli Paolo e Giorgio. Nel 1928 ottenne la libera docenza presso l'Università di Torino. "Discriminato" (in quanto volontario di guerra) con le leggi razziali del 1938, di fermi sentimenti antifascisti, venne arrestato il 2 gennaio 1942, e scontò cinque mesi di carcere alle Nuove con l'imputazione, da cui venne poi prosciolto, di «associazione segreta filoebraica e diffusione di propaganda antinazionale». Dopo l'8 settembre 1943, saliti i figli tra le formazioni partigiane, fu costretto a ripararsi in una villa in collina per sfuggire alla persecuzione antiebraica, ma il 29 agosto 1944 venne individuato e arrestato. Deportato prima nel campo di transito di Bolzano, dopo tre mesi venne inviato al campo di Flossenbürg, dove pure continuò a prestare cura e soccorso ai compagni di deportazione nell'infermeria del campo; qui morì a causa delle sevizie inflittegli. Il figlio Paolo era nato a Torino il 16 dicembre 1921. Studente della Facoltà di Medicina di Torino, dopo l'8 settembre 1943, con il fratello Giorgio aveva raggiunto le prime formazioni partigiane, entrando a far parte della divisione autonoma Val Chisone. Durante i duri rastrellamenti dell'agosto 1944 riuscì a portare in salvo i feriti affidati alle sue cure nell'ospedale partigiano della divisione, nascondendoli in anfratti di roccia ed approvvigionandoli per lungo tempo. Nell'ottobre, di ritorno da una missione di trasferimento a fondovalle di alcuni partigiani bisognosi di cure, venne sorpreso da una pattuglia tedesca in una grangia di Cotarauta, sopra Inverso di Pinasca, e trucidato l'11 ottobre 1944. Medaglia d'argento al valor militare. Laurea ad honorem in Medicina.
Fonti:
Asct, scheda anagrafica
Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese
Aisrp, Fondo Pischedda, Raccolta fotografica
M. Bermond, In memoria di Paolo Diena, Torino, Edizioni G.L., sd.;
"La Fiaccola Ardente", 4, n.11, novembre 1949, p. 1
Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, cit., Vol. II, p. 152
Seicento giorni nella Resistenza, cit., p. 93
Caduti:
Cognome e nome Diena David Giuseppe ritratto del caduto
Biografia Giuseppe Diena era nato a Carmagnola, in provincia di Torino, il 16 dicembre 1883, da famiglia ebraica piemontese di forti sentimenti patriottici e nazionali. Medico, specializzato in gastroenterologia, aveva partecipato come volontario alla prima guerra mondiale. Affiliato alla storica loggia massonica torinese "Dante Alighieri", uomo di vasti interessi culturali, nel 1919 aveva sposato Elettra Bruno, appartenente ad una famiglia cattolica praticante, e si era trasferito nella casa di via Mazzini 12; dal matrimonio nacquero i due figli Paolo e Giorgio.
Nel 1928 ottenne la libera docenza presso l'Università di Torino. "Discriminato" (in quanto volontario di guerra) con le leggi razziali del 1938, di fermi sentimenti antifascisti, venne arrestato il 2 gennaio 1942, e scontò cinque mesi di carcere alle Nuove con l'imputazione, da cui venne poi prosciolto, di «associazione segreta filoebraica e diffusione di propaganda antinazionale». Dopo l'8 settembre 1943, saliti i figli tra le formazioni partigiane, fu costretto a ripararsi in una villa in collina per sfuggire alla persecuzione antiebraica, ma il 29 agosto 1944 venne individuato e arrestato.
Deportato prima nel campo di transito di Bolzano, dopo tre mesi venne inviato al campo di Flossenbürg, dove pure continuò a prestare cura e soccorso ai compagni di deportazione nell'infermeria del campo; qui morì a causa delle sevizie inflittegli.
Data 02/03/1945
Fonti Alberto Cavaglion, Per via invisibile, Bologna, Il Mulino, 1998

Cognome e nome Diena Paolo ritratto del caduto
Biografia Paolo Diena, uno dei due figli di Giuseppe, era nato a Torino il 16 dicembre 1921. Studente della Facoltà di Medicina di Torino, dopo l'8 settembre 1943, con il fratello Giorgio aveva raggiunto le prime formazioni partigiane, entrando a far parte della divisione autonoma Val Chisone.
Durante i duri rastrellamenti dell'agosto 1944 riuscì a portare in salvo i feriti affidati alle sue cure nell'ospedale partigiano della divisione, nascondendoli in anfratti di roccia ed approvvigionandoli per lungo tempo.
Nell'ottobre, di ritorno da una missione di trasferimento a fondovalle di alcuni partigiani bisognosi di cure, venne sorpreso da una pattuglia tedesca in una grangia di Cotarauta, sopra Inverso di Pinasca, e trucidato l'11 ottobre 1944. Medaglia d'argento al valor militare. Laurea ad honorem in Medicina.
Data 11/10/1944
Fonti Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese
Aisrp, Fondo Originario, Fondazione Solidarietà Nazionale, scheda n. 2035
Alberto Cavaglion, Per via invisibile, Bologna, Il Mulino, 1998

ultimo aggiornamento 29.01.2008 -